Savoia Marchetti SM-79 “Sparviero”

Il perché di una scelta molto importante

Nato l’anno scorso (2025) da un’idea che da molto tempo mi gira in testa, il progetto dello Sparviero nella scala museale 1/32 non potrebbe esistere se non fosse stato appoggiato da chi sa che questo modello da realizzare in stampa 3D con particolari fotoincisi, vacuformed e decals Tauro, sarà la vera prova del nove della nostra marca Squadriglia™: parlo di un grande amico che gradisce rimanere nell’anonimato e della mano “magica” di Carlo Cestra, insuperabile designer e entusiasta appassionato di Regia Aeronautica e Marina Militare. Carlo viene da una tradizione modellistica di famiglia (il papà costruiva splendidi modelli navali da zero…) e ha sviluppato la sua professionalità al massimo livello nella grafica computerizzata e nella Realtà Virtuale.

Il primo lavoro è stato, naturalmente, la documentazione. Centinaia di files e documenti anche ufficiali della SIAI-Marchetti ci hanno permesso di conoscere a fondo questo velivolo che ha rappresentato meglio di qualsiasi altro, la nostra aviazione nel periodo dell’ultima guerra mondiale. Anche la visita agli ultimi due esemplari reali rimasti, uno al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, l’altro al Museo Caproni di Trento, è stata utilissima nel percepire il senso di questa macchina. Non ne starò a fare l’agiografia qui, poiché fiumi di inchiostro sono stati scritti su di essa ma mi limiterò a dire ciò che è sotto gli occhi di tutti quando ce lo si trova davanti: enorme, per l’epoca a cui ci riferiamo. Un aereo che era nato come trasporto civile, trasformato in bombardiere e aerosilurante si è sempre portato dietro i problemi di un adattamento forzato, soprattutto scarso carico utile (poco più di una tonnellata) e la famosa “gobba” per alloggiare un mitragliere rivolto verso la zona più battuta dai caccia avversari: la coda, verso l’alto. Costruito praticamente a mano, esemplare dopo esemplare, era di concezione antiquata all’ingresso nel conflitto, eppure venne amato tantissimo dai suoi equipaggi: dai piloti per la estrema facilità di pilotaggio e per gli armieri per la capacità di incassare colpi grazie all’architettura antiquata in legno, tela e telaio metallico. L’estrema semplicità era la sua arma vincente.
Il fatto che fosse prodotto quasi artigianalmente faceva sì che difficilmente ci fossero due esemplari uguali tra loro, sia per dettagli che per caratteristiche di volo. Per chi deve progettare un kit in scala questo è un grosso problema. Noi di Squadriglia™ abbiamo fatto il possibile per ingegnerizzare la produzione in modo da renderlo fedele agli esemplari che abbiamo scelto di rappresentare.

La prima versione scelta è stata quella aerosilurante, perché è in questa specialità che il trimotore italiano si è fatto conoscere dagli avversari in guerra, facendosi anche rispettare, nonostante i suoi evidenti limiti, tanto che gli inglesi lo soprannominarono “gobbo dannato” (“damned hunchback”) proprio per quella caratteristica gobba, e per la pervicacia dei nostri equipaggi che – anche se non provocarono eccessivi danni alla Royal Navy – si fecero rispettare per coraggio e determinazione.

Modellisticamente parlando il “settantanove” in questa scala non è mai stato prodotto. Siamo i primi e saremo i migliori. Anche la nostra casa nazionale Italeri è impegnata nella progettazione di un S.79 in scala 1/48 però, che dovrebbe dire la parola finale in questa scala 3/4 di pollice. Ai nostri amici di Italeri va il nostro augurio perché quest’anno diventi per noi tutti “l’anno dello Sparviero”.

Va chiarito subito che non sarà un kit “facile” e adatto a tutti, ma solo a modellisti esperti che vogliano cimentarsi un una costruzione impegnativa ma estremamente premiante. Verrà fornito in un’unica scatola di montaggio o suddiviso in due/tre scatole per permettere la costruzione progressiva, dato che il costo finale non sarà alla portata di tutte le tasche.

Il modello definitivo verrà presentato a Novegro 2026 (Hobby Model Expo) e la distribuzione inizierà dal mese di ottobre.

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