Model Expo Verona 2026: il nostro Savoia-Marchetti S.79 in scala 1/32 debutta al mondo
Lo stand e il grande momento
Finalmente mi siedo davanti alla tastiera per descrivere la nostra esperienza a Model Expo di Verona, lo scorso fine settimana.
Sabato 7 Marzo: arriviamo al padiglione fieristico e iniziamo subito ad allestire il nostro stand all’interno dell’area IPMS Italia. Sono circa le nove del mattino e già si è formata la fila ai cancelli di ingresso. Siamo reduci dal viaggio da Bologna insieme agli amici e collaboratori: Lorenzo, Maurizio. Manca solo Carlo, uno dei nostri due designer, ma vivendo a Roma è per lui difficile essere presente.
Già i primi visitatori si soffermano sull’allestimento dello stand; quando Roberto — che ha realizzato il W.I.P. del grosso kit facendo notte — estrae il “mostro” dallo scatolone, imballato alla perfezione: le bocche degli astanti si aprono in un’espressione di stupore e meraviglia. Appoggiamo con molta attenzione il modello sul tavolo, sopra al piano di costruzione della SIAI Marchetti originale; Roberto aggiunge un siluro sul suo carrello, pronto per essere issato sotto alla pancia dello Sparviero.

Perché lo Sparviero, perché la scala 1/32
Abbiamo scelto questo velivolo, icona della Regia Aeronautica, per la sua fama in tutto il mondo — e per una ragione storica precisa: è la prima volta nella storia del modellismo che l’S.79 viene riprodotto nella scala museale 1/32. Il risultato sarà uno Sparviero di circa 70 cm di apertura alare per 50 cm di lunghezza, stampato in 3D con tecnologie professionali.
La prima versione che andremo a stampare è quella dell’aerosilurante, poiché è in questa specialità che lo Sparviero si è guadagnato gloria imperitura. I nemici inglesi lo soprannominarono Gobbo Maledetto (damned hunchback) per quella sua inconfondibile gobba sul dorso della fusoliera, che alloggiava la mitragliatrice difensiva rivolta verso la coda. Fu l’aereo degli assi: Carlo Emanuele Buscaglia, il migliore di tutti, poi Giulio Cesare Graziani, Martino Aichner, Carlo Faggioni e tanti altri che si lanciarono con impeto sulle navi nemiche con le dieci tonnellate del Settantanove.
Il kit conterrà tutti i pezzi necessari a realizzare esemplari delle serie II e III, dalla Regia Aeronautica all’Aeronautica Nazionale Repubblicana. Sarà corredato di decals da Tauro Decals, dettagli in rilievo 3D pre-verniciati da Eduard, fotoincisioni e documentazione di qualità. Non un modello per principianti: un pezzo d’eccezione per modellisti e collezionisti di alto livello.
Come è nato: software, materiali e sfide tecniche
Dopo quasi due anni di studio e progettazione — tra me, Roberto e Carlo — siamo arrivati alla definizione delle linee generali che avete visto alla fiera. Il W.I.P. presentato a Verona non è il punto di arrivo, ma il trampolino di lancio: la dimostrazione concreta che il nostro S.79 in scala 1/32 non è più solo un’idea sulla carta.
Software di progettazione: abbiamo utilizzato strumenti professionali come SolidWorks, Blender, MOI3D e 3ds Max, scelti in funzione delle parti specifiche da realizzare. La ricerca è partita dalle fonti dirette: archivi aziendali storici, immagini d’epoca e le visite al Museo di Vigna di Valle (MUSAM) e al Museo Caproni di Trento, che ci hanno permesso di riprodurre con fedeltà assoluta ogni forma e proporzione del Settantanove.
Materiali di produzione: la costruzione sarà mista. Resina liquida polimerizzata ad alto dettaglio per le parti più piccole, dove il livello di precisione supera quanto ottenibile con la classica stampa a iniezione in polistirene. PLA a filamento per le strutture portanti, dove la resina diventerebbe troppo pesante e soggetta a deformazioni. Tutti i materiali utilizzati sono ecologici, nel rispetto delle nostre politiche green.
Le sfide tecniche: il Settantanove è una macchina bellissima e filante, ma difficile da catturare nelle esatte forme e proporzioni. Aziende come Trumpeter (1/48, risultati scarsi), Classic Airframes/Eduard (migliore, ma non perfetto) e la nostra Italeri (ottimo 1/72, con l’annunciato 1/48 per fine 2026) si sono cimentate con risultati alterni. Il nostro 1/32 è stato progettato con attenzione maniacale all’accuratezza che solo questa scala di riduzione consente.
La fiera e la sorpresa del MUSAM
Model Expo è stata un’esperienza straordinariamente gratificante: un afflusso di pubblico imponente e un’attenzione al nostro lavoro che ci ha ripagato di due anni di impegno. Ma la visita più significativa è arrivata inaspettata: il personale dell’Aeronautica Militare del Museo di Vigna di Valle si è fermato al nostro stand manifestando il desiderio di esporre uno dei nostri Settantanove accanto all’esemplare originale conservato al museo.
Sarà per noi una gioia e un onore realizzare un esemplare finito da donare al Museo e alla nostra Arma Azzurra.
Cosa succede adesso
L’interesse è stato fortissimo — e non poteva essere altrimenti, dato il soggetto. L’estate sarà dedicata alle prove finali e all’affinamento del kit. Alla fine potremo dire di essere gli unici al mondo ad aver reso onore, in scala 1/32, al più famoso trimotore della storia della nostra Aeronautica.
Sappiamo che sarà un kit molto ricercato dai modellisti di alto livello e dai collezionisti di tutto il mondo.
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